Il nostro corpo è un apparato ingegnoso che ci comunica dei segnali quando, al suo interno, c’è uno squilibrio, un’infiammazione, un intruso. I sintomi – che abitualmente sopprimiamo con medicamenti atti a zittire, senza intervenire sul problema di fondo – sono suppliche di attenzione, richieste di intervento mirato.
Una comunicazione simile pare avvenire anche da parte del pianeta Terra, il quale ci ammonisce, in maniera via via più brusca, sui pericoli in cui potremmo imbatterci se perseveriamo nella nostra ignoranza e nel nostro menefreghismo.
Questo tipo di congetture hanno dato forma alla poesia proposta quest’oggi.
Vento
Vento impetuoso, montato di rabbia: non sopporti la nostra noncuranza. La nostra prepotenza. E così ti scateni. Noi ci sentiamo minuscoli. Ma ci passa troppo presto, fino al tuo ritorno.
Estratta da Versi in fiore.
L’autunno è il preludio di una stagione austera e affascinante: Poesia sulla neve che fiocca.
