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Femminismo tossico

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Sull’impennata di un tema fecondo quale il femminismo, s’accavallano battute schiette, spesso brutali, nei confronti della popolazione maschile. Avendo accumulato parecchi millenni di sottomissione e di soprusi, è alquanto naturale la reazione difensiva delle femmine, le quali minacciano e spesso attuano strategie di attacco.

In una perpetua condizione di sudditanza e di controllo molesto, nel corso della storia figure femminili particolarmente acute si sono schierate contro l’abituale status quo per evidenziarne l’iniquità e tentare di sopprimerla.

Quando il femminismo si sbilancia un po’ troppo

Analizzando il fenomeno è utile fare una premessa: i pregiudizi di genere sono radicati e intrisi della nostra essenza al punto che il fallo non è commesso esclusivamente dal genere maschile. Detto questo, vorrei vedere più maschi battersi per l’equità come vorrei trovare più giovani in biblioteca.

Negare le differenze biologiche non pare una soluzione attuabile: in media, siamo meno forti degli uomini, dovremmo vergognarcene? Ricordiamo invece quei cinque giorni al mese in cui sopportiamo un sanguinamento spesso abbondante e doloroso. Neppure la fase luteale che precede il ciclo è particolarmente piacevole: certi dolori spuntano una settimana prima rispetto all’arrivo delle mestruazioni. Si stima che le donne abbiano solamente dai due ai cinque giorni al mese privi di accentuati sbalzi ormonali, unici giorni in cui possono definirsi in forma. Al contempo però, questa condizione disagiante ci rende in grado di sopportare il dolore in maniera più efficace rispetto alla controparte maschile.

La debolezza è una forza inaspettata.

Il femminismo sboccia in semenza infetta quando alcune donne, caparbie e infervorate dall’agognata indipendenza, commettono gli stessi falli di cui è colpevole il maschio alpha.

La lotta per l’equità si sbilancia e inciampa, ruzzolando nella trappola del patriarcato.

Il futuro non è donna. Il futuro è umanità.

Qui di seguito una poesia scritta appositamente in occasione del 25 novembre 2022: Poesia contro la violenza sulle donne.

Diana Gabriela

Dal 2019 al 2023 ha contribuito all'ideazione di eventi culturali in occasione dell'otto marzo e del venticinque novembre, scrivendo alle volte per il Corriere di Novara. Autrice di due raccolte poetiche. Una finale e un podio al Premio Bertacchi. Selezionata dal Salone del Libro di Torino ed. 2023-2024