Questa favola è un poco triste, alquanto moderna, come moderna lo è stata e lo sarà fintantoché le regole fondanti della nostra società rimarranno invariate. Se mai dei giorni più giusti vedranno la luce, allora forse, forse questa storia potrà considerarsi obsoleta. Ma conoscete per caso una storia che obsoleta si possa definire?
Se vuoi, puoi
Alla favola del "Se vuoi, puoi", alla storiella del "Sogno americano" ho creduto anche io da bambina.
È confortante pensare che l'impegno verrà sempre premiato, e potrà permetterti di raggiungere la meta.
Ma quale sarebbe poi questa meta?
L'opulenza?
La pretesa di una ricchezza sfrenata?
Quanto è dolce e consolatorio credere nella forza della costanza.
E, purtroppo, alquanto naive.
Questo mito irrisorio si è avverato per troppe poche persone: alcuni eletti, baciati dalla fortuna, oppure per una manciata di geni.
Per il resto, c'è un'ampia platea di persone che potrebbe farcela, che avrebbe quel brillo d'ingegno, ma che è corrosa dal sistema, asfissiante.
Quale finanziatore premierebbe le intuizioni di una giovane donna, magari laureata, costretta a badare a un genitore malato. E a lavorare come manovale perché non può permettersi la fuga. Ma deve mangiare e dunque i sogni li accantona per qualche fortunata ora notturna, se verrà, se non sarà sfinita al punto da crollare. Con le lacrime agli occhi, asciutte, perché pure per piangere ci vuole forza.
La verità è spesso indigesta. Per tirarsi un po’ su di morale: Filastrocca per tornare bambini.
