Il primo scritto dell’anno presenta un ospite ai molti sgradito. Difficile trattare con esso e di esso. La strategia perseguita nell’affrontare tale eminenza si riduce a una chiacchierata superficiale, a un sorriso tirato di circostanza e, per il resto, a una sottovalutazione della sua persona.
Trascurare la verità macina dall’interno, con la conseguenza che un giorno tutto quanto la menzogna s’è impegnata a contenere, esploderà crudamente, rivelando lati spietati, eppure mai corrosivi quanto la negazione stessa.
Signore, signori, proviamoci a descrivere questo forestiero.
Presenza incombente
Dai colori accesi, affatto attenuati;
dai contorni definiti, per nulla incerti;
dalle sfumature sottili, incalcolabili;
dalla densità impenetrabile, attanagliante;
dalla forma robusta, incorruttibile;
dal passo felpato, imprevisto il suo arrivo;
dalla presenza incombente, irremovibile;
dalla tenacia assidua, mai accomodante;
dalla volontà cruda, indigesta ai gracili;
dalla fermezza intimidatoria, spiazzante;
dai modi bruschi, concisi e concreti;
dalla parlata diretta, senza spazio di replica;
completata da una sicurezza indiscussa,
imbarazza chiunque ne percepisca la presenza,
cagionevole essenza che sfuma, si dissolve,
riversando a terra null'altro se non
la vergogna
per non aver affrontato adeguatamente
un commensale scomodo
seppure manna per gli aspiranti impavidi.
Affrontare la vita è una sfida costante, ma la poesia può venire in soccorso: Perché la poesia?
