Con l’avvento dell’intelligenza artificiale si inaugura un nuovo, imprevedibile capitolo della storia. È difficile prevedere le implicazioni di quanto avverrà, di una cosa però possiamo stare certi: sarà caos.
IA bugiarda
Diventerà facile la scelta dell’IA quale capro espiatorio dei nostri peccati. Nel momento in cui una notizia fasulla prenderà piede – e ce ne saranno tanti – le colpe potranno essere facilmente riversate sulla macchina, come se non ci fosse qualcheduno a guidarne l’azione. L’evoluzione darwiniana ha raggiunto uno stadio fantascientifico.
Cosa ce ne faremo di questa entità che così facilmente ha appreso la profanazione della parola? Non bastavamo noi esseri umani nel ruolo di bugiardi?
IO bugiarda
A tu per tu, IA e io, misuriamo le nostre doti meschine sfruttandoci l’un l’altra allo scopo comune di inscenare una farsa. Se prima io, nella mia corrotta solitudine, ero perfettamente in grado di fuorviare le menti di una massa di seguaci, la mia destrezza è amplificata dall’inconfutabile prova di immagini contraffatte, spacciate per autentiche.
I miei discepoli perseguiranno nell’affidarsi al mio credo?
IA, IO e Censura
Per sviare ogni dubbio, le parole dissacrate – ovvero sacre e dunque da violare – saranno messe al bando.
IA vigilerà efficacemente sul rispetto della Legge. Orwell, abbiamo superato le tue più rosee – più grigie – aspettative.
Per gridare alla pace, per esempio, quella pericolosa pretesa di cui l’umano non riesce a disfarsi, al bando tutte le (contro)parole che in qualche maniera fanno dubitare dell’idilliaco stato armonioso in cui il popolo (deve) crede(re) di ciondolare. Un’armonia temporanea, ben delimitata e strettamente controllata.
L’ingranaggio che vibra
Cosa potrebbe mai scalfire un meccanismo così instancabile, così irremovibile?
Una breccia proviene da quella Nuova Italia fatta di italiani d.o.c., come di italiani d.o. esotica. Quella nuova generazione che soffia un’aria di tempesta rigenerante, dopo l’aridità che ha prosciugato la ragione di condottieri sregolati.
Un seme prosperoso è germinato in una vegetazione al contempo tenera e robusta, un’infiorescenza spinta a parlare, facendo uso di lemmi diretti e pure sostitutivi, quando necessario, quando IA è lì che sorveglia, e lo è sempre.
Le radici di questa Nuova Italia hanno faticato decenni ad’attecchire, ma una volta che il fenomeno è risultato evidente, come lo è ora, la propagazione – efficacemente in atto – è inarrestabile.
La distopia si dispiega nella sua essenza ridicola, aberrante, fermamente radicata alla menzogna che l’ha nutrita e dalla quale si ostina a non sfilarsi.
Il meccanismo s’inceppa
In questa parodia assurda, in questa caricatura grottesca, vi lascio con qualche verso riassuntivo. A tempo debito tireremo le somme.
Attento forestiero a dire il vero, l’ingranaggio vibra, scateni un dicastero. Attento forestiero a dire il vero, s’inceppa il meccanismo, congegno lusinghiero. Attento forestiero a dire il vero: appello alla pace? Non ti resta che un cero.
